Emanuele Giglio

lunedì 15 agosto 2022

Emanuele Giglio in "Lucrezia"



EMANUELE GIGLIO
in
LUCREZIA
di William Shakespeare
traduzione di Emanuele Giglio
musiche di Henry Purcell
The Cold Song dal King Arthur cantata da Monica Griffa


Anteprima nazionale di un frammento dello spettacolo
SIRACUSA SHAKESPEARE FEST
Palazzo Francica Nava (Ortigia) Siracusa, 4 settembre 2022

L'attore romano Emanuele Giglio, partendo dalla sua nuova sede di Claviere (TO) nel comprensorio dell'Unione Montana dei Comuni Olimpici della Via Lattea, presenta lo spettacolo teatrale Lucrezia in forma di concerto per voce recitante contrappuntante con un'aria barocca, in un tour che si prevede internazionale. 

Questo poemetto venne scritto da Shakespeare alla fine del cinquecento costretto dal fatto che a causa della peste i teatri a Londra vennero chiusi per due anni. Stessa sorte toccata in questi tempi in Italia ed in altri Paesi per l'emergenza Covid-19. La vicenda è quanto mai attuale: si narra che nell'antica Roma, a causa della violenza sessuale subita da Lucrezia ad opera del figlio del re Tarquinio, la nobile romana si suicidò. Il popolo per punire l'oltraggio cacciò i re e abolita la monarchia, Roma diventò una repubblica.

Oltre al rilevante aspetto politico, la storia ci ricorda un assai ripetersi di atti di violenza e di soprusi che risalgono alla notte dei tempi. Proprio per questo, diffondendo il concetto con il teatro, intendiamo contribuire a combattere ogni forma di violenza nei confronti delle donne; un fenomeno sempre più pericolosamente ricorrente e tristemente attualissimo. Per questo motivo la compagnia teatrale di Giglio si onora di essere tra i promotori del Progetto Donne della UILT (Unione Italiana Libero Teatro) “con l’intento di smuovere le coscienze promuovendo la solidarietà e la presa di posizione e, a nostro modo, educare al rispetto. Si tratta in questo caso di emozioni al femminile, condivise da uomini che amano le donne, tanto da mettersi a loro disposizione...”(Stella Paci responsabile del progetto nazionale), in questo caso per dar voce alla storia di Lucrezia.

Shakespeare in quest'opera, come in tutti i suoi personaggi immortali, analizza psicologicamente i pensieri dello stupratore ma soprattutto, rarissimo nella storia culturale, le devastanti riflessioni della vittima. Uno spettacolo di forte impatto, in cui elementi del punk tedesco si fondono all'epoca vittoriana, al barocco, alla musicalità del verso, in un unicum che ben disegna l'umanità ed il teatro dei nuovi anni venti.

«La violenza sulle donne è un carillon ossessivo, che a scadenza i media ci ripropongono fino ad assopire la mente, fino ad inglobare la notizia come scontata, ripetuta, la ascolto ma non la sento più, già la so, mi incuriosisce la dinamica del fatto, la sua spettacolarità e basta. Le conseguenze sono solo un sottofondo a volte anche noioso, monotono: come un rubinetto che gocciola ininterrottamente e che ormai il mio cervello legge come silenzio». Così riassume Monica Griffa, che sul palco con Giglio è parte di questo ingranaggio scenico: la Maria di Friz Lang che Emanuele Giglio ridisegna in una “Metropolis” 2022.

L'attore sta curando personalmente e integralmente la traduzione del testo originale, riversificandolo in prosa musicale e destinandolo anche ad un imponente progetto editoriale che prevede la realizzazione di un cofanetto contenente oltre alla pubblicazione della versione con il testo originale a fronte, anche un CD audio dell'intera performance.

Lo spettacolo dunque, si presenta come una scatola del suono aperta. 

L'attore-artifex nell’esecuzione, intende restituire alla poesia l’ormai perduta lirica originaria, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora atta a fare del nuovo teatro italiano un linguaggio universale, superando una volta per tutte la Babele delle lingue.