Emanuele Giglio (Roma 13/02/1973), è un attore, regista e autore italiano, Presidente del Centro di Educazione Permanente alle Arti e all'Artigianato e capocomico della compagnia che porta il suo nome.
domenica 22 dicembre 2024
Emanuele Giglio in "Simposi alla Gigliaffa di Claviere"
domenica 28 maggio 2023
Emanuele Giglio in "Lucrezia"

EMANUELE GIGLIO
in
LUCREZIA
di William Shakespeare
traduzione di Emanuele Giglio
musiche di Henry Purcell
The Cold Song dal King Arthur cantata da Monica Griffa
L'attore romano Emanuele Giglio, partendo dalla sua nuova sede di Claviere (TO) nel comprensorio dell'Unione Montana dei Comuni Olimpici della Via Lattea, presenta lo spettacolo teatrale Lucrezia in forma di concerto per voce recitante contrappuntante con un'aria barocca, in un tour che si prevede internazionale.
domenica 14 maggio 2023
Emanuele Giglio in "Lucrezia"
Il mito dello stupro di Lucrezia, di cui nel “De re publica” tratta Cicerone, si sviluppa con il racconto dello storico romano Tito Livio, poi ripreso da Servio, che William Shakespeare utilizzò in seguito per comporre un poema narrativo.
La vicenda è quanto mai attuale: si narra che nell'antica Roma, a causa della violenza sessuale subita da Lucrezia ad opera del figlio del re Tarquinio, la nobile romana si suicidò. Il popolo per punire l'oltraggio cacciò i re e abolita la monarchia, Roma diventò una repubblica.
Oltre al rilevante aspetto politico, la storia ci ricorda un assai ripetersi di atti di violenza e di soprusi che risalgono alla notte dei tempi. Proprio per questo, diffondendo il concetto con il teatro, intendiamo contribuire a combattere ogni forma di violenza nei confronti delle donne; un fenomeno sempre più pericolosamente ricorrente e tristemente attuale.
Per questo motivo la "Compagnia Emanuele Giglio" si onora di essere tra i promotori del Progetto Donne della UILT (Unione Italiana Libero Teatro) “con l’intento di smuovere le coscienze promuovendo la solidarietà e la presa di posizione e, a nostro modo, educare al rispetto. Si tratta in questo caso di emozioni al femminile, condivise da uomini che amano le donne, tanto da mettersi a loro disposizione...” (Stella Paci responsabile del progetto nazionale), in questo caso per dar voce alla storia di Lucrezia.
Uno spettacolo di forte impatto, in cui elementi del punk tedesco si fondono al teatro classico antico, al barocco, alla musicalità del verso, in un unicum che ben disegna l'umanità ed il teatro dei nuovi anni venti.
“La violenza sulle donne è un carillon ossessivo, che a scadenza i media ci ripropongono fino ad assopire la mente, fino ad inglobare la notizia come scontata, ripetuta, la ascolto ma non la sento più, già la so, mi incuriosisce la dinamica del fatto, la sua spettacolarità e basta. Le conseguenze sono solo un sottofondo a volte anche noioso, monotono: come un rubinetto che gocciola ininterrottamente e che ormai il mio cervello legge come silenzio”.
Così riassume Monica Griffa, che sul palco con Giglio è parte di questo ingranaggio scenico: la Maria di Friz Lang che Emanuele Giglio ridisegna in una “Metropolis” 2023.
L'attore-artifex nell’esecuzione, intende restituire alla poesia l’ormai perduta lirica originaria, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora atta a fare del nuovo teatro italiano un linguaggio universale, superando una volta per tutte la Babele delle lingue.
XXXV RASSEGNA INTERNAZIONALE
TEATRO CLASSICO ANTICO
«CITTÀ DI PADOVA»
MUSEI CIVICI EREMITANI
Chiostro Albini
Martedì 23 maggio 2023 ore 18.00
sabato 4 febbraio 2023
lunedì 15 agosto 2022
Emanuele Giglio in "Lucrezia"
domenica 15 maggio 2022
Emanuele Giglio in ACHILLEIDE Lyrical Rock of Peace
L'attore romano Emanuele Giglio, da due anni trasferitosi a Claviere in provincia di Torino, dato il perdurare del conflitto bellico che sconvolge il pianeta, ha deciso di interrompere tutti i suoi progetti per dedicarsi completamente alla diffusione della sua “Achilleide Lyrical Rock of Peace” uno spettacolo concerto contro la guerra che ha l'obbiettivo di diffondere un sentimento di pace tra i popoli.
L’attore-artifex, da solo nell’esecuzione, intende restituire alla poesia l’ormai perduta lirica originaria, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora atta a fare del nuovo teatro italiano un linguaggio universale, superando una volta per tutte la Babele delle lingue.
mercoledì 23 marzo 2022
mercoledì 28 luglio 2021
Emanuele Giglio in “Lectura Dantis” alla Cappella S. Antonio Abate di Jouvenceaux
Emanuele Giglio, dopo trent’anni di spettacoli sulla musicalità del verso in occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri presenta una “Lectura Dantis” in forma di concerto per voce recitante nella Cappella S. Antonio Abate di Jouvenceaux, perla della Val di Susa e scrigno di cicli affrescati tra cui un meraviglioso Giudizio Universale medievale che precede quello di Michelangelo alla Cappella Sistina.
Per l'occasione è aperta una campagna fondi per il mantenimento della cappella, proprio come alla fine del quattrocento con una bolla papale si promettevano grazie speciali per chi l'avesse restaurata.
La scelta dei canti segue un criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca, Ulisse, il Conte Ugolino, Matelda immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e
l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso
si rende pura vertigine sonora e che sarà, grazie ad un impianto di filodiffusione amplificato per tutto il paese.
CAPPELLA S. ANTONIO ABATE DI JOUVENCEAUX
Domenica 8 agosto 2021 ore 17.00
Raccolta fondi per il mantenimento della Cappella.
mercoledì 23 giugno 2021
Emanuele Giglio in “Lectura Dantis” alla mostra del Monte Chaberton di Claviere
Emanuele Giglio, dopo trent’anni di spettacoli sulla musicalità del verso in occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri presenta una “Lectura Dantis” in forma di concerto per voce recitante alla mostra del monte Chaberton di Claviere che documenta una storia lunga 200 milioni di anni. Un museo che racconta la storia della montagna, attraverso la geologia e le persone che ci hanno vissuto. Un museo che nasce dalla passione di chi ama questa montagna unica e speciale.
La scelta dei canti segue un criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca, la ridda di diavoli in Malebolge, Ulisse, il Conte Ugolino, Matelda immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora.
Mostra del Monte Chaberton
Claviere (TO)
Sabato 3 luglio 2021 dalle ore 15 alle 18
(i frammenti danteschi saranno rappresentati ad intervalli durante tutta la visita al museo)
Info: 0122 878856
domenica 16 maggio 2021
Emanuele Giglio in Lectura Dantis
Dopo aver maturato un’esperienza teatrale più che trentennale dirigendo il Teatro del Centro di Roma, Giglio ha trasferito di recente la sede della sua associazione a Claviere (TO), nel comprensorio dell'Unione Montana dei Comuni Olimpici della Via Lattea.
Nel 1353 Francesco Petrarca, precursore della letteratura italiana, dovendo lasciare la Provenza, s'arrestò nei pressi del monte Janus e guardando verso Claviere – che non era ancora Italia – scrisse la sua ode all'Italia.
Un'idea di Italia del Petrarca che sulla scia di Dante, che pur ne condannava gli aspetti negativi, esprime il più grande amore per la “Nostra terra santissima”.
È proprio partendo da questi solidi presupposti che abbiamo individuato il territorio in cui abbiamo appena trasferito la nostra associazione come cornice ideale per far cominciare le celebrazioni per il VII centenario dantesco, anche supportati da Keplero che in un trattatello del 1611 “Strena seu de nive sexangula” (I sei angoli del fiocco di neve), con intento scientifico condito con un pizzico di bonaria ironia, tesse l'elogio della neve, ammirata nella sua perfezione geometrica, inconfutabile cifra dell'Assoluto.
“Lieve come la neve come la neve greve! Nove volte Dante Alighieri cita la neve nella Divina Commedia: tre nell'Inferno, tre nel Purgatorio e tre nel Paradiso. Il poema, come è noto, è basato sul numero tre, ed è almeno suggestivo che il termine neve vi compaia tre per tre volte”; e ancora Keplero, analizzando i sei angoli del fiocco di neve raddoppia a sei e multipli di sei.
Lo scopo, secondo le direttive ministeriali, è quello di far risuonare i versi del massimo poeta italiano nelle aree archeologiche e nei borghi medievali di cui il nostro Paese è ricchissimo. Scenografia dello spettacolo è quindi il luogo stesso che ospita l'evento: un parco naturale, un sito di archeologia industriale, una piazza rinascimentale con i suoi monumenti, una chiesetta paleocristiana o barocca comprendendo anche quei torrioni e bastioni spesso trascurati o ridotti a ruderi in paesini e località note e meno note ma tutte ricchissime di storia, cultura e tradizioni popolari da riscoprire e valorizzare a tutto vantaggio della conoscenza e di conseguenza dell'economia del territorio.
La scelta dei canti della Commedia segue un personale criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca, la ridda di diavoli in Malebolge, Ulisse, il Conte Ugolino, Matelda immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Emanuele Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora.
In ogni posto in cui ci troveremo o collocheremo, rapporteremo e contestualizzeremo la nostra Lectura Dantis, faremo nostre le parole di Papa Francesco che nella sua Lettera Apostolica in occasione del VII centenario del Poeta, esorta: “Incoraggio in maniera particolare, gli artisti a dare voce, volto e cuore, a dare forma, calore e suono alla poesia di Dante, lungo la via della bellezza”.
sabato 30 novembre 2019
Emanuele Giglio in Lectura Dantis
Emanuele Giglio in occasione dei festeggiamenti per il VII centenario della morte di Dante Alighieri e dopo lunghi studi sulla musicalità del verso, presenta una lettura in forma di concerto per voce recitante della Divina Commedia.
La scelta dei canti segue un suo personale criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca, la ridda di diavoli in Malebolge, Ulisse, il Conte Ugolino, Matelda immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora.
martedì 4 dicembre 2018
Emanuele Giglio in Lectura Dantis nel Santuario di Santa Maria del Piano ad Ausonia
La scelta dei canti segue un criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca, la ridda di diavoli in Malebolge, Ulisse, il Conte Ugolino, Matelda immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora.
Emanuele Giglio in Lectura Dantis nella Chiesa di San Pietro a Minturno
La scelta dei canti segue un criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca, la ridda di diavoli in Malebolge, Ulisse, il Conte Ugolino, Matelda immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora.
mercoledì 28 novembre 2018
Emanuele Giglio in Lectura Dantis nel Duomo di Fondi
giovedì 1 novembre 2018
Emanuele Giglio in Lectura Dantis
La scelta dei canti segue un suo personale criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca, la ridda di diavoli in Malebolge, Ulisse, il Conte Ugolino, Matelda immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora.
mercoledì 23 maggio 2018
Emanuele Giglio in Achilleide
Nell'ambito della XXXIII edizione della Rassegna Internazionale del Teatro Classico Antico Città di Padova verrà presentata l'ultima edizione dell'Achilleide di Emanuele Giglio. Giunta al decimo anno di repliche, è un’opera ispirata all’omonimo poema epico incompiuto di Stazio, poeta napoletano del I sec. d.C. troppo dimenticato nel nostro secolo ma fondamentale nel Medioevo per giustificare tanto riverito spazio che Dante Alighieri gli riserva nella Divina Commedia, con aggiunti alcuni versi tratti dall’Achille in Sciro di Pietro Metastasio, poeta grazie al quale tutta Europa parlò italiano.
Il racconto trattato dalle due fonti è basato sulla poco nota vicenda del mito di Achille che viene travestito da donna dalla madre apprensiva per farlo scampare alla guerra di Troia, sinonimo e simbolo di tutte le guerre. L’amore sbocciato nell’isola in cui è nascosto non basta a frenare la vacuità di un effimero eroismo che lo porterà ad essere scovato con l’inganno dall’astuto Ulisse. La partenza per la guerra sarà quindi segnata da una sentenza di morte annunciata.
Emanuele Giglio restituisce alla parola, oltre al suo potere narrativo, tutta la suggestione evocativa fondendo quel fenomeno della sua voce-orchestra con tutto il patrimonio musicale dell’opera lirica, gloria e vanto nazionale, mescolando in una scelta antologica tutte le più belle arie, preludi e cori di quattro secoli di melodramma italiano.
L’attore-artifex, da solo nell’esecuzione, intende restituire alla poesia l’ormai perduta lirica originaria, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora atta a fare del nuovo teatro italiano un linguaggio universale, superando una volta per tutte la Babele delle lingue.
mercoledì 14 giugno 2017
Emanuele Giglio in Lectura Dantis
Emanuele Giglio, dopo trent’anni di spettacoli sulla musicalità del verso in occasione dell'anno europeo del patrimonio culturale presenta una Lectura Dantis in forma di concerto per voce recitante con l’intento di far suonare la poesia del massimo poeta italiano nelle aree archeologiche e nei borghi medievali di cui il nostro Paese è ricchissimo. Scenografia dello spettacolo è quindi il luogo stesso che ospita l'evento: un parco naturale, un sito di archeologia industriale, una piazza rinascimentale con i suoi monumenti, una chiesetta paleocristiana o barocca comprendendo anche quei torrioni e bastioni spesso trascurati o ridotti a ruderi in paesini e località note e meno note ma tutte ricchissime di storia, cultura e tradizioni popolari da riscoprire e valorizzare.
La scelta dei canti segue un suo personale criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca; la ridda di diavoli in Malebolge; Ulisse; il Conte Ugolino; Matelda, immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora.

















