Emanuele Giglio (Roma 13/02/1973), è un attore, regista e autore italiano, Presidente del Centro di Educazione Permanente alle Arti e all'Artigianato e capocomico della compagnia che porta il suo nome.
lunedì 15 agosto 2022
Emanuele Giglio in "Lucrezia"
domenica 15 maggio 2022
Emanuele Giglio in ACHILLEIDE Lyrical Rock of Peace
L'attore romano Emanuele Giglio, da due anni trasferitosi a Claviere in provincia di Torino, dato il perdurare del conflitto bellico che sconvolge il pianeta, ha deciso di interrompere tutti i suoi progetti per dedicarsi completamente alla diffusione della sua “Achilleide Lyrical Rock of Peace” uno spettacolo concerto contro la guerra che ha l'obbiettivo di diffondere un sentimento di pace tra i popoli.
L’attore-artifex, da solo nell’esecuzione, intende restituire alla poesia l’ormai perduta lirica originaria, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora atta a fare del nuovo teatro italiano un linguaggio universale, superando una volta per tutte la Babele delle lingue.
mercoledì 23 marzo 2022
mercoledì 28 luglio 2021
Emanuele Giglio in “Lectura Dantis” alla Cappella S. Antonio Abate di Jouvenceaux
Emanuele Giglio, dopo trent’anni di spettacoli sulla musicalità del verso in occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri presenta una “Lectura Dantis” in forma di concerto per voce recitante nella Cappella S. Antonio Abate di Jouvenceaux, perla della Val di Susa e scrigno di cicli affrescati tra cui un meraviglioso Giudizio Universale medievale che precede quello di Michelangelo alla Cappella Sistina.
Per l'occasione è aperta una campagna fondi per il mantenimento della cappella, proprio come alla fine del quattrocento con una bolla papale si promettevano grazie speciali per chi l'avesse restaurata.
La scelta dei canti segue un criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca, Ulisse, il Conte Ugolino, Matelda immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e
l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso
si rende pura vertigine sonora e che sarà, grazie ad un impianto di filodiffusione amplificato per tutto il paese.
CAPPELLA S. ANTONIO ABATE DI JOUVENCEAUX
Domenica 8 agosto 2021 ore 17.00
Raccolta fondi per il mantenimento della Cappella.
mercoledì 23 giugno 2021
Emanuele Giglio in “Lectura Dantis” alla mostra del Monte Chaberton di Claviere
Emanuele Giglio, dopo trent’anni di spettacoli sulla musicalità del verso in occasione del VII centenario della morte di Dante Alighieri presenta una “Lectura Dantis” in forma di concerto per voce recitante alla mostra del monte Chaberton di Claviere che documenta una storia lunga 200 milioni di anni. Un museo che racconta la storia della montagna, attraverso la geologia e le persone che ci hanno vissuto. Un museo che nasce dalla passione di chi ama questa montagna unica e speciale.
La scelta dei canti segue un criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca, la ridda di diavoli in Malebolge, Ulisse, il Conte Ugolino, Matelda immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora.
Mostra del Monte Chaberton
Claviere (TO)
Sabato 3 luglio 2021 dalle ore 15 alle 18
(i frammenti danteschi saranno rappresentati ad intervalli durante tutta la visita al museo)
Info: 0122 878856
domenica 16 maggio 2021
Emanuele Giglio in Lectura Dantis
Dopo aver maturato un’esperienza teatrale più che trentennale dirigendo il Teatro del Centro di Roma, Giglio ha trasferito di recente la sede della sua associazione a Claviere (TO), nel comprensorio dell'Unione Montana dei Comuni Olimpici della Via Lattea.
Nel 1353 Francesco Petrarca, precursore della letteratura italiana, dovendo lasciare la Provenza, s'arrestò nei pressi del monte Janus e guardando verso Claviere – che non era ancora Italia – scrisse la sua ode all'Italia.
Un'idea di Italia del Petrarca che sulla scia di Dante, che pur ne condannava gli aspetti negativi, esprime il più grande amore per la “Nostra terra santissima”.
È proprio partendo da questi solidi presupposti che abbiamo individuato il territorio in cui abbiamo appena trasferito la nostra associazione come cornice ideale per far cominciare le celebrazioni per il VII centenario dantesco, anche supportati da Keplero che in un trattatello del 1611 “Strena seu de nive sexangula” (I sei angoli del fiocco di neve), con intento scientifico condito con un pizzico di bonaria ironia, tesse l'elogio della neve, ammirata nella sua perfezione geometrica, inconfutabile cifra dell'Assoluto.
“Lieve come la neve come la neve greve! Nove volte Dante Alighieri cita la neve nella Divina Commedia: tre nell'Inferno, tre nel Purgatorio e tre nel Paradiso. Il poema, come è noto, è basato sul numero tre, ed è almeno suggestivo che il termine neve vi compaia tre per tre volte”; e ancora Keplero, analizzando i sei angoli del fiocco di neve raddoppia a sei e multipli di sei.
Lo scopo, secondo le direttive ministeriali, è quello di far risuonare i versi del massimo poeta italiano nelle aree archeologiche e nei borghi medievali di cui il nostro Paese è ricchissimo. Scenografia dello spettacolo è quindi il luogo stesso che ospita l'evento: un parco naturale, un sito di archeologia industriale, una piazza rinascimentale con i suoi monumenti, una chiesetta paleocristiana o barocca comprendendo anche quei torrioni e bastioni spesso trascurati o ridotti a ruderi in paesini e località note e meno note ma tutte ricchissime di storia, cultura e tradizioni popolari da riscoprire e valorizzare a tutto vantaggio della conoscenza e di conseguenza dell'economia del territorio.
La scelta dei canti della Commedia segue un personale criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca, la ridda di diavoli in Malebolge, Ulisse, il Conte Ugolino, Matelda immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Emanuele Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora.
In ogni posto in cui ci troveremo o collocheremo, rapporteremo e contestualizzeremo la nostra Lectura Dantis, faremo nostre le parole di Papa Francesco che nella sua Lettera Apostolica in occasione del VII centenario del Poeta, esorta: “Incoraggio in maniera particolare, gli artisti a dare voce, volto e cuore, a dare forma, calore e suono alla poesia di Dante, lungo la via della bellezza”.
sabato 30 novembre 2019
Emanuele Giglio in Lectura Dantis
Emanuele Giglio in occasione dei festeggiamenti per il VII centenario della morte di Dante Alighieri e dopo lunghi studi sulla musicalità del verso, presenta una lettura in forma di concerto per voce recitante della Divina Commedia.
La scelta dei canti segue un suo personale criterio riassuntivo dell’intero viaggio: Paolo e Francesca, la ridda di diavoli in Malebolge, Ulisse, il Conte Ugolino, Matelda immagine dell’eterno femminino in cui si trasfigura l’umana bellezza e l’altissima preghiera alla Vergine di San Bernardo che prelude alla vision divina, la vista dell’inesprimibile che conclude la commedia.
Giglio, attore-artifex, intende restituire nell’esecuzione l’originaria musicalità dell’endecasillabo dantesco, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora.






