venerdì 9 marzo 2012

Cerchiamo vecchie bambole per la costruzione dell’Ara Pacis di Tor di Nona



Chiunque voglia partecipare alla costruzione dell’Ara Pacis di Tor di Nona che sarà la scenografia dell’Achilleide di Emanuele Giglio al Teatro del Centro di Roma può donare:
- Bambole, bambolotti e manichini tutti di plastica anche a pezzi con solo teste, braccia, gambe e busti.
- Sempre di plastica: spade, pugnali, accette, scudi, elmetti, armature, teschi e scheletri, stemmi con spadini e/o teste di cervo o leone, cavalli, cavallucci e stelle marine, pesci, serpenti, cammelli, dromedari, coccodrilli, elefanti, dinosauri, frutta e verdura, ecc, ecc… Ribadiamo, tutto di plastica e di tutte le dimensioni.


Vi invitiamo tutti a contribuire alla realizzazione del progetto liberandovi di vecchi oggetti che non avete ancora buttato e che da anni ingombrano inutilmente la vostra cantina, soffitta o stanza.
Con tutto il materiale recuperato e riciclato si dimostrerà che con la massima economia ed il contributo degli amici sarà possibile realizzare un capolavoro di scenografia!


Il Centro raccolta per la costruzione dell’Ara Pacis di Tor di Nona è il Teatro del Centro di Roma in vicolo degli Amatriciani, 2 ingresso via di Tor di Nona, 33 Cell. 338.8255835 e-mail compagniaemanuelegiglio@yahoo.com
Oppure, verremo noi a ritirare il materiale.


Ringraziandovi anticipatamente vi invito a far girare questa richiesta.
Emanuele Giglio

mercoledì 5 ottobre 2011

Emanuele Giglio in ACHILLEIDE

In attesa del tour internazionale previsto per il prossimo inverno comunichiamo che è in fase di organizzazione la tournée dell'Achilleide di Emanuele Giglio in Italia. Invitiamo tutti i sindaci, assessori e operatori culturali interessati a contattarci al più presto in modo da poterci organizzare e poter garantire una o più date disponibili.


 EMANUELE GIGLIO
in
ACHILLEIDE
Poema di Pace


CONCERTO PER VOCE RECITANTE
E MUSICHE SCELTE
DAL REPERTORIO OPERISTICO ITALIANO

MELOLOGO IN DUE ATTI
DI EMANUELE GIGLIO

DALL’OMONIMO POEMA EPICO INCOMPIUTO
DI PUBLIO PAPINIO STAZIO (ca 45-ca 96)
CON L’AGGIUNTA DI ALCUNI VERSI TRATTI DAL DRAMMA PER MUSICA
"ACHILLE IN SCIRO"
DI PIETRO METASTASIO (1698-1782)

Musiche:
JACOPO PERI (1561-1633)
CLAUDIO MONTEVERDI (1567-1643)
MARCO DA GAGLIANO (1582-1643)
LUIGI ROSSI (1598-1653)
FRANCESCO CAVALLI (1602-1676)
GIACOMO CARISSIMI (1605-1674)
BARBARA STROZZI (ca 1619-ca 1677)
ANTONIA BEMBO (ca 1640-ca 1720)
AGOSTINO STEFFANI (1654-1728)
ALESSANDRO SCARLATTI (1660-1725)
ANTONIO CALDARA (ca 1670-1736)
ANTONIO VIVALDI (1678-1741)
DOMENICO SARRO (1679-1744)
DOMENICO SCARLATTI (1685-1757)
BALDASSARRE GALUPPI (1706-1785)
GIOVANNI BATTISTA PERGOLESI (1710-1736)
NICCOLÒ PICCINNI (1728-1800)
GIOVANNI PAISIELLO (1740-1816)
DOMENICO CIMAROSA (1749-1801)
ANTONIO SALIERI (1750-1825)
LUIGI CHERUBINI (1760-1842)
GASPARE SPONTINI (1774-1851)
GIOACHINO ROSSINI (1792-1868)
SAVERIO MERCADANTE (1795-1870)
GAETANO DONIZETTI (1797-1848)
VINCENZO BELLINI (1801-1835)
GIUSEPPE VERDI (1813-1901)
AMILCARE PONCHIELLI (1834-1886)
ARRIGO BOITO (1842-1918)
ALFREDO CATALANI (1854-1893)
GIACOMO PUCCINI (1858-1924)
OTTORINO RESPIGHI (1879-1936)

Sound engineers: ENZO MASCI (I atto)
e MONICA GRIFFA (II atto)
Tecnico audio e grafica: MONICA GRIFFA
Tecnico luci e foto di scena: GIOVANNI ALTIERI
Durata: 90 minuti. 

   L’Achilleide di Emanuele Giglio è un’opera ispirata all’omonimo poema epico incompiuto di Stazio, poeta napoletano del I sec. d.C. troppo dimenticato nel nostro secolo ma fondamentale nel Medioevo per giustificare tanto riverito spazio che Dante Alighieri gli riserva nella Divina Commedia, con aggiunti alcuni versi tratti dall’Achille in Sciro di Pietro Metastasio, poeta grazie al quale tutta Europa parlò italiano.
   Il racconto trattato dalle due fonti è basato sulla poco nota vicenda del mito di Achille che viene travestito da donna dalla madre apprensiva per farlo scampare alla guerra di Troia, sinonimo e simbolo di tutte le guerre. 

    Emanuele Giglio, riversificando il fatterello mitologico, restituisce alla parola, oltre al suo potere narrativo, tutta la suggestione evocativa, fondendo quel fenomeno della sua voce-orchestra con tutto il patrimonio musicale dell’opera lirica, gloria e vanto nazionale, mescolando in una scelta antologica tutte le più belle arie, preludi e cori di quattro secoli di melodramma italiano.

   Eliminando ogni elemento scenico, ogni materico orpello, Giglio, attore-artifex, da solo nell’esecuzione, intende restituire alla poesia l’ormai perduta lirica originaria, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui il verso si rende pura vertigine sonora atta a fare del nuovo teatro italiano un linguaggio universale, superando una volta per tutte la Babele delle lingue.
   Per un completo gaudio si consiglia il totale abbandono all’ascolto.

mercoledì 3 agosto 2011

Emanuele Giglio al Castello di Pereto (L'Aquila)

 Appuntamento unico lunedì 8 agosto alle ore 21.00 alla Portella di Pereto (L’Aquila) per assistere ai Canti Orfici di Dino Campana messi in scena, ma sarebbe più opportuno dire musicati, da Emanuele Giglio. Contrariamente al rigore e alla precisione con cui affronta il rapporto tra la musica e il verso in tutti i suoi spettacoli, Giglio in questa unica occasione improvviserà le intonazioni del poeta di Marradi contrappuntando con la sonata in Si Minore di Franz Liszt, come in un concerto jazz: improvvisazione libera e variazioni su tema; in questo caso dei versi.
   Una scommessa e un divertissement. 

giovedì 30 dicembre 2010

Emanuele Giglio nel Battistero della Basilica di San Giovanni in Laterano

   Domenica 9 gennaio, festa del battesimo di Gesù, nel Battistero della Basilica di San Giovanni in Laterano, Emanuele Giglio presenterà Inflammatus, un concerto per voce recitante e musica sacra impostato sulle laude del folle amore di Iacopone da Todi, frate del duecento, sommo e “beato”, il punto più alto della lirica mistica tanto da sottrarsi e superare i limiti del genere e a porsi come il momento più potente e infiammato della poesia italiana di tutti i tempi.
   Eliminando ogni elemento scenico, ogni materico orpello, Giglio, attore-artifex, da solo nell’esecuzione, intende restituire al verso la musicalità e la compiutezza tutta originaria del furore fonico iacoponico, concentrando quella spinta verticale (matrice di tutta la sua ricerca teatrale) in cui la parola si rende pura vertigine sonora atta a fare del teatro un linguaggio universale superando una volta per tutte la Babele delle lingue.